Il modulo di backup vi permette di eseguire un backup del vostro sistema con . Il modulo non esegue un backup completo, bensì salva solo le informazioni sui pacchetti modificati, le aree di sistema ed i file di configurazione.
Durante la configurazione potete impostare quali file debbano essere inclusi nel backup. Di solito, vengono salvate tutte le informazioni che riguardano i pacchetti che siano stati modificati dall'ultima installazione. Potete anche salvare dei file che non appartengono ad alcun pacchetto, come i file di configurazione della vostra directory /etc o home. Inoltre, potrete aggiungere le aree del sistema più importanti, le tabelle di partizionamento o l'MBR, che sono utili in caso di un restore.
Con il modulo restore (fig. Figure 2.17, “: la finestra di partenza del modulo di restore”), potete ripristinare il vostro sistema da un archivio di backup. Seguite le istruzioni di . Con , passate da un dialogo all'altro. All'inizio, indicate dove siano gli archivi (su supporti mobili, su dischi locali o su file system di rete). Poi, vi verranno fornite le descrizioni ed i contenuti degli archivi in una serie di dialoghi e potrete decidere cosa ripristinare dagli archivi.
In due dialoghi, potete inoltre disinstallare dei pacchetti che siano stati aggiunti all'ultimo backup ed installarne nuovamente degli altri che sono stati eliminati all'ultimo backup. In questo modo, è possibile ripristinare il sistema esattamente così come era al momento dell'ultimo backup.
![]() | Ripristinare il sistema |
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Dato che con questo modulo si installano, sostituiscono e cancellano molti pacchetti e file, andrebbe utilizzato solo se disponete già di una certa esperienza in fatto di backup, altrimenti correte il rischio che si verifichi una perdita di dati. | |
Con questo modulo di , si creano facilmente dei dischetti di caricamento, salvataggio e moduli. Sono tutti dischetti che aiutano a riparare un sistema, quando la configurazione del boot abbia subito dei danni. Il dischetto di salvataggio viene usato soprattutto quando è il file system della partizione root ad essere danneggiato. In questo caso, si ci serve anche del dischetto dei moduli, che contiene diverse unità di disco e permette di accedere al sistema (per esempio, per interrogare un sistema RAID).
Sono disponibili le seguenti opzioni:
Questa opzione crea un normale dischetto di boot che vi permette di inizializzare un sistema già installato. Può essere anche usato per avviare il sistema di salvataggio.
Questo dischetto contiene un'ambiente speciale che vi permette di eseguire dei lavori di manutenzione del vostro sistema. Esempio di tali interventi sono la verifica e la messa a punto dei file system, nonché l'aggiornamento del bootloader.
Per avviare il sistema di salvataggio, avviate il sistema con il dischetto di boot e selezionate , e . Vi verrà chiesto di inserire il dischetto di salvataggio nel lettore. Se il vostro sistema è stato configurato per l'uso di driver speciali (come RAID o USB), dovrete caricarne anche i moduli dal dischetto dei moduli.
I dischetti dei moduli contengono ulteriori driver speciali. Il kernel standard supporta solo lettori IDE: se i lettori del vostro sistema sono allacciati a controller particolari (come SCSI), dovrete caricarne i driver da un dischetto di moduli. Cliccando su quest'ultima opzione e su , arrivate ad un dialogo per la creazione di diversi dischetti di moduli.
Potete usufruire dei seguenti dischetti di moduli:
Questo dischetto contiene i moduli USB, necessari ai drive USB.
Date che il kernel standard supporta solo i normali lettori IDE, se avete dei controller IDE particolari vi serve questo dischetto. Esso vi offre anche i moduli di RAID e SCSI.
Se vi serve l'accesso ad una rete dovete caricare dal dischetto i moduli del driver adatti per la vostra scheda di rete.
Questo dischetto contiene tutti i moduli PCMCIA usati soprattutto nei laptop. Il dischetto contiene anche i moduli per FireWire e di altri file system meno diffusi. Inoltre, esso vi permette di accedere anche ai vecchi lettori di CD-Rom che ancora non seguono la norma ATAPI.
Per caricare un driver da un dischetto dei moduli nel sistema di salvataggio, selezionate e la classe di moduli del caso (SCSI, Ethernet, ecc.). Vi verrà chiesto di inserire il relativo dischetto dei moduli ed verranno elencati i moduli. Selezionatene uno, facendo sempre attenzione ai messaggi del sistema: significa che l'hardware non è stato riconosciuto dal modulo. Infatti, alcuni driver non più recentissimi hanno bisogno di parametri speciali per indirizzare correttamente l'hardware. Per sapere quali siano questi parametri, consultate la documentazione del vostro hardware.
Con questa opzione, potete scrivere un'image qualsiasi dal disco rigido su un floppy. Il file image deve essere già esistente.
Indicate un URL ed i vostri dati di autenticazione e scaricate un'image di dischetto dall'Internet.
Per creare uno dei dischetti appena descritti, selezionate la relativa opzione e cliccate su . Vi verrà chiesto di inserire un dischetto. Cliccate ancora una volta su ed il sistema scriverà i dati sul dischetto.
Il Logical Volume Manager (LVM) è uno strumento per un partizionamento personalizzato dei dischi rigidi con drive logici. Per maggiori dettagli in tema di LVM consultate la sezione Section 3.10, “Configurazione dell'LVM”.
Anche se le partizioni del vostro sistema possono essere tranquillamente modificate, vi consigliamo di farlo solo se ve ne intendete: ne va dei vostri dati. Se avete comunque intenzione di fare uso di questo modulo, consultate il capitolo Section 1.5.4, “Partizionamento” di questo manuale (il partizionatore durante l'installazione è identico a quello di un sistema installato!).
Il modulo dell'SCPM (ingl. System Configuration Profile Management) vi permette di configurare, amministrare e di passare all'occorenza da una configurazione del sistema all'altra. Questa opzione è particolarmente utile su computer portatili usati in ambienti diversi (in reti diverse) e da persone diverse. Tuttavia, con questo modulo, anche i desktop possono usufruire di diversi componenti di hardware e configurazioni di prova. Per degli approfondimenti in tema di SCPM rimandiamo alle rispettive sezioni nel capitolo Chapter 14, PCMCIA.
presenta diversi runlevel, detti anche livelli di esecuzione. Il runlevel 5 è quello standard, che è il livello multiutente con superficie grafica (il sistema X-Window) e l'accesso alla rete. Vi sono anche il runlevel 3 (multiutente con rete, senza X), il runlevel 2 (multiutente senza rete), i runlevel 1 e S (ad utente singolo), lo 0 (il runlevel di spegnimento del sistema) ed il 6 (reboot del sistema).
I diversi runlevel sono stati ideati per risolvere eventuali problemi di servizi (X o rete) nei runlevel più alti. Infatti, in un caso del genere, essi permettono di caricare il sistema su un runlevel inferiore e riparare da lì il servizio causa di difficoltà. Inoltre, molti server funzionano solo senza superficie grafica, il che vuol dire che il sistema va caricato, ad esempio, nel runlevel 3.
Solitamente vi servirà solo il runlevel (5). Però, se la superficie grafica dovesse bloccarsi, potete sempre passare al runlevel 1 attraverso la console di testo Ctrl-Alt-F1 , immettervi come root e passare nel runlevel tre (con il comando init 3). Con il runlevel 3 viene spento il sistema X-Window e avete solo una console di testo. Per riavviare la superficie grafica, basta un init 5 per tornare nel runlevel 5.
Per maggiori informazioni sui runlevel in ed una descrizione del editor dei runlevel di rimandiamo al capitolo Chapter 10, Il concetto di boot.
La directory /etc/sysconfig contiene i file con le impostazioni più importanti di L' editor sysconfig vi elenca tutte le opzioni di configurazione. I parametri possono essere modificati e poi salvati nei singoli file di configurazione. In generale, non è strettamente necessario apportare delle modifiche manualmente, dal momento che i file vengono automaticamente aggiornati ogni volta che si installa un pacchetto o si configura un servizio. Per ulteriori informazioni su /etc/sysconfig in e sul editor sysconfig di rimandiamo al capitolo Chapter 10, Il concetto di boot.