2.4. Hardware

Il nuovo hardware deve essere integrato o connesso nel modo prescritto dal costruttore. Accendete dispositivi esterni come stampante o modem e lanciate il relativo modulo di . La maggior parte dell'hardware in commercio viene riconosciuta automaticamente da , che ne mostra le specificazioni tecniche. Se il riconoscimento automatico non funziona, vi offre una lista di modelli o marche, dalla quale potrete selezionare il vostro dispositivo. Consultate anche la documentazione dell'hardware, se i dati riportati sull'apparecchio stesso non bastano.

[Important]Designazioni di modello

Fate attenzione: se il vostro modello non figura nella lista, sceglietene uno con una denominazione simile. A volte, però, bisogna essere precisi, dal momento che denominazioni simili sono una garanzia di compatibilità.

2.4.1. I lettori CD-Rom e DVD

Durante l'installazione, tutti i lettori di CD-Rom vengono integrati nel sistema. Questo significa che vengono inclusi nel file /etc/fstab e che il programma crea le sottodirectory /media. Con questo modulo di , potete integrare lettore integrati successivamente.

Aprite il modulo e vedrete una lista dei lettori riconosciuti. Cliccate sulla casella del vostro nuovo lettore e terminate il modulo con Fine. Il nuovo lettore verràora integrato nel sistema ed è subito a vostra disposizione.

2.4.2. Stampante

In Linux le stampanti vengono indirizzate attraverso cosiddette code di stampa (ingl. queue). I dati da stampare vengono memorizzati temporaneamente nella coda di stampa e quindi inviati attraverso lo spooler di stampa alla stampante.

Spesso questi dati non possono essere inviati direttamente alla stampante. Una grafica ad esempio deve essere prima convertita in un formato compreso dalla stampante. Questo processo di conversione nel linguaggio della stampante viene realizzato dal filtro di stampa.

2.4.2.1. Esempi di linguaggi di stampa comuni

I linguaggi di stampa possono essere suddivisi grosso modo in tra gruppi:

Testo ASCI

Ogni stampante comune è in grado di stampare almeno testi in ASCII ma vi sono anche delle stampanti non in grado di farlo, le quali comunque possono essere indirizzate tramite uno dei seguenti linguaggi di stampa standard.

PostScript

PostScript è il linguaggio di stampa standard per il processo di stampa sotto Unix/Linux. Stampanti PostScript sono in grado di elaborarlo direttamente.

PCL3, PCL4, PCL5e, PCL6, ESC/P, ESC/P2, ESC/P raster

Se non è connessa una stampante PostScript, il filtro di stampa ricorre al programma Ghostscript per la conversione dei dati in uno dei linguaggi standard. In questo caso si ripiega su un driver che sia il più adatto possibile al modello della stampante in questione per garantire il rispetto delle particolarità del modello (ad esempio, impostazioni cromatiche).

2.4.2.2. Il processo di stampa sotto Linux

  1. L'utente o un'applicazione crea un nuovo incarico di stampa.

  2. I dati da stampare vengono memorizzati temporaneamente in una coda di stampa da dove uno spooler di stampa li inoltrerà ad un filtro di stampa.

  3. Il filtro di stampa fa quanto segue:

    1. determina il tipo dei dati da stampare.

    2. se i dati non sono di natura PostScript vengono innazitutto convertiti nel linguaggio standard PostScript.

    3. eventualmente i dati PostScript vengono convertiti in un altro linguaggio di stampa.

      • se è connessa una stampante PostScript i dati PostScript vengono inviati direttamente alla stampante.

      • Se non è connessa una stampante PostScript si ricorre al programma Ghostscript con un driver Ghostscript adatto al rispettivo linguaggio di stampa del modello in questione per la creazione dei dati specifici da inviare alla stampante.

  4. Una volta inviato l'incarico di stampa per intero alla stampante, lo spooler di stampa lo elimina dalla coda di stampa.

2.4.2.3. Diversi sistemi di stampa

Dato che i driver delle stampanti per Linux di solito non vengono sviluppati dal produttore della stampante, si rende necessario che la stampante risulti essere indirizzabile tramite un linguaggio di stampa comunemente noto. Le stampanti per cosi dire normali comprendono almeno uno dei comuni linguaggi di stampa. Se però una casa produttrice percorre una propria via e costruisce una stampante che può essere indirizzata soltanto per via di particolari sequenze di controllo, ci troviamo di fronte ad una cosiddetta stampante GDI (tra cui spiccano ad esempio numerose stampante a getto di inchiostro piuttosto economiche), che di per sé funzionano solo con la versione di un sistema operativo per il quale la casa produttrice ha accluso un driver. Dato che questo tipo di stampanti non si attiene alle norme comunemente note, non è una impresa facile renderle indirizzabili anche sotto Linux.

Nonostante tutto vi sono alcune stampanti del genere che vengono supportate da . Spesso però sorgono delle difficoltà ed eventualmente non è da escludere che nel caso di singoli modelli possano verificarsi delle vistose restrizioni, ad esempio possibilità di stampare solo in bianco e nero a bassa risoluzione. Per utilizzare questi dispositivi cfr. anche le sezioni Stampanti proprietarie, spesso stampanti GDI e Section 12.6.1, “Stampanti sprovviste di un linguaggio standard”.

2.4.2.4. La configurazione tramite

Per configurare la stampante selezionate nel centro di controllo sotto Hardware la voce Stampante. Comparirà la finestra principale per la configurazione della stampante. In alto avete le stampanti rilevate, in basso le code di stampa configurate. Se una stampante non viene rilevata automaticamente, potete configurarla manualmente.

2.4.2.5. Configurazione automatica

vi permette di configurare in modo automatico una stampante, se la porta parallela o la porta USB è stata impostata correttamente e la stampante ad essa connessa è stata rilevata automaticamente. Nella banca dati delle stampanti vi è l'ID del modello della stampante, che ha rilevato durante il rilevamento hardware automatico. Questo ID hardware a volte nel caso di alcune stampanti distingue dalla denominazione del modello. In questi casi eventualmente il modello può essere selezionato solo manualmente.

Per ogni tipo di configurazione si dovrebbe eseguire un test di stampa per verificarne il corretto funzionamento. Il risultato del test fornisce ulteriori informazioni importanti relative alla configurazione.

2.4.2.6. Configurazione manuale

Se uno dei presupposti per la configurazione automatica non è dato o si desidera eseguire una configurazione particolare, personalizzata allora la configurazione deve essere realizzata manualmente. A seconda del grado abbia rilevato automaticamente l'hardware e delle informazioni disponibili nella banca dati delle stampanti relative al modello in questione, è in grado di rilevare automaticamente i dati richiesti oppure proporre una preselezione sensata.

Ecco i valori che vanno impostati:

Connessione hardware (porta)

Il modo di configurare la connessione hardware dipende dal fatto se ha potuto rilevare la stampante durante il processo di rilevamento hardware. In caso affermativo, si può partire dal presupposto che la connessione della stampante a livello hardware funziona e non vi è alcuna necessità di intervenire. In caso negativo, cioé non rileva il modello della stampante, la connessione della stampante a livello hardware va configurato manualmente.

Nome della coda di stampa

Considerato il fatto che il nome della coda di stampa va indicato ogni volta che si vuole stampare qualcosa, si consiglia di scegliere una nome breve composto da minuscole ed eventualmente da cifre.

Modello di stampante e file PPD

Le impostazioni specifiche di una stampante (ad es. driver Ghostscript e relativi parametri specifici del driver per il filtro di stampa) si trovano in un file PPD (ingl. PostScript Printer Description); in tema di file PPD cfr. la sezione Section 12.3, “Installazione del software”.

Per molte stampanti vi sono diversi file PPD a vostra disposizione (ad es. se funzionano diversi driver Ghostscript). Selezionando il produttore e il modello si selezionano in un primo tempo solo i file PPD appropriati. Se sono disponibili diversi file PPD, seleziona tra questi un file PPD (di solito quello caratterizzato dalla voce recommended). All'occorrenza potete selezionare un altro file PPD premendo Modifica.

Visto che nel caso di stampanti non PostScript il filtro di stampa genera i dati destinati alla stampante tramite un driver Ghostscript, la fase di configurazione del driver Ghostscript è decisiva per determinare il tipo di stampa. Il driver Ghostscript scelto (tramite file PPD) e le rispettive impostazioni riguardanti il driver determineranno il risultato del processo di stampa. All'occorrenza sussiste la possibilità di selezionare nel file PPD impostazioni driver diverse da applicare per il filtro di stampa servendosi del bottone Modifica.

Figure 2.6. Configurare la stampante con YaST2: selezionare la stampante

Configurare la stampante con YaST2: selezionare la stampante

Si consiglia caldamente di eseguire un test di stampa con . Se il test produce dei risultati inattesi (ad es. tanti fogli quasi bianchi), potete fermare il processo di stampa togliendo tutti i fogli e interrompere quindi il test.

Se il modello della stampante non è incluso nella banca dati delle stampanti potete scegliere tra un serie di file PPD generici per i linguaggi di stampa standard. Selezionate a riguardo UNKNOWN MANUFACTURER quale “Produttore”.

Ulteriori impostazioni

Normalmente non è necessario e non si dovrebbero eseguire ulteriori impostazioni.

2.4.2.7. Configurazione per gli applicativi

Gli applicativi ricorrono alle code di stampa configurate, analogamente al processo di stampa dalla linea di comando. Quindi di solito non bisogna configurare nuovamente la stampante partendo dall'applicativo ma basta utilizzare le code di stampa esistenti.

Stampare dalla riga di comando

Dalla riga di comando si stampa eseguendo lp -d coda_di_stampa nome_file laddove coda_di_stampa e nome_file chiaramente debbono assumere i valori effettivi del caso.

Stampare dalla riga di comando da un applicativo

Alcuni applicativi utilizzano il comando lp per stampare. Immettete nella finestra di stampa dell'applicativo il comando di stampa appropriato (senza nome_file). Ad esempio: lp -d coda_di_stampa. La finestra di stampa dei programmi KDE va comunque impostato su Stampare tramite un programma esterno, poiché altrimenti non sarà possibile eseguire alcun comando di stampa.

Stampare col sistema di stampa CUPS

Le finestre di stampa dei programmi come xpp o il programma KDE kprinter consentono all'utente non solo di selezionare la coda di stampa ma anche di impostare tramite dei menu a scelta grafici le opzioni standard CUPS e opzioni specifici della stampante messi a disposizione dal file PPD. Per avere una finestra di stampa kprinter uniforme nei diversi applicativi immettete nella maschera di stampa degli applicativi kprinter o kprinter --stdin quale comando di stampa. Il comando di stampa va scelto in base all'applicativo. In tal modo dopo alla maschera di stampa dell'applicativo compare la finestra di stampa di kprinter nella quale potete impostare la coda di stampa e le altre opzioni. Se seguite questo metodo dovete assicurare che le impostazioni nella maschera di stampa dell'applicativo non contraddicono quelle di kprinter. Si consiglia di effettuare le impostazioni solo in kprinter.

2.4.2.8. Possibili difficoltà

Se il flusso di comunicazione tra la stampante ed il sistema risulta essere disturbato, la stampante non saprà cosa fare con i dati inviatele e può verificarsi il caso che inizi a stampare innumerevoli fogli con caratteri “disconessi”; per questa eventualità rimandiamo alla sezione Section 12.6.8, “Incarichi di stampa recanti errori o transfer di dati disturbato”.

2.4.2.9. Ulteriori informazioni

Per maggiori dettagli riguardanti il processo di stampa sotto Linux sono reperibili nel capitolo Chapter 12, Processo di stampa. Se dovessero sorgere delle difficoltà con la stampante, consultate gli articoli contenuti nella nostra banca dati dedicati a questa tematica, ad es. Printer Configuration e Printer Configuration from 9.1 on che potete trovare eseguendo una ricerca basata sulla parola chiave “configuration”.

2.4.3. Hard disk controller

Di solito configura l'hard disk controller del vostro sistema durante l'installazione. Per installarne degli altri potete ricorrere nuovamente a questo modulo di . Il modulo serve anche a modificare la configurazione del controller, cosa normalmente non necessaria.

Questo dialogo contiene una lista degli hard disk controller rilevati e permette di attribuirvi un modulo del kernel adeguato con parametri specifici. Cliccate ora su Testa caricamento del modulo per verificare se i parametri impostati funzionino, prima di memorizzarli permanentemente nel sistema.

[Warning]Configurazione del controller del disco rigido

Si tratta di un modulo da esperti: fatene uso accorto ed informato. Delle impostazioni errate in questo modulo, potrebbero rendere il sistema non più avviabile. Vi consigliamo sempre e comunque di eseguire un test.

2.4.4. Scheda grafica e Monitor (SaX2)

La superficie grafica o X server permette la comunicazione tra hardware e software. I desktop come KDE e GNOME possono pertanto visualizzare informazioni sullo schermo, in modo tale che l'utente possa accedervi. I desktop e tutte le applicazioni simili vengono spesso definite window manager. Su Linux ve ne sono molti e possono differenziarsi a volte anche notevolmente nell'aspetto e nelle funzioni.

La superficie grafica viene configurata durante l'installazione. Per modificarne i parametri o per allacciare un altro schermo a sistema caldo, servitevi di . Prima di applicare la modifica, la configurazione viene salvata. Poi, il programma vi porta nel dialogo che avete già incontrato durante l'installazione di . Avete ora la scelta tra Solo testo e la superficie grafica. Per quest'ultima, vi vengono mostrati i valori in uso: la risoluzione dello schermo, la profondità cromatica, la frequenza di ripetizione delle immagini, il produttore ed il tipo del monitor, se il programma ha potuto riconoscerlo automaticamente. Se state appena installando il sistema o una nuova scheda grafica, apparirà un'altra piccola finestra, nella quale vi si chiede se desideriate attivare l'accelerazione tridimensionale per la vostra scheda grafica.

Cliccate su Modifica: verrà avviato lo strumento di configurazione dei dispositivi di immissione e visualizzazione, in una finestra a parte (fig. Figure 2.7, “La finestra principale del nuovo ”).

Figure 2.7. La finestra principale del nuovo

La finestra principale del nuovo

2.4.4.1. : la finestra principale

Nella barra di navigazione a sinistra, vedete quattro punti principali: Display, Dispositivi di immissione, Multihead e AccessX. Display è la sezione dedicata all'impostazione dello schermo, della scheda grafica, della profondità cromatica, della risoluzione, posizione e dimensione della videata. Alla voce Dispositivi di immissione, potete configurare tastiera e mouse, nonché, se necessario, un touchscreen ed una tavola grafica. Nel menu Multihead, invece, potete impostare un sistema a più schermi (vd. Section 2.4.4.8, “Multihead”), assieme al modo della rappresentazione multihead e la disposizione degli schermi sulla vostra scrivania. AccessX è uno strumento utilissimo, che serve a muovere il puntatore del mouse con la tastierina numerica, nel caso in cui vi troviate a caricare un sistema senza mouse o il mouse ancora non funzioni. Potete qui anche fissare la velocità del puntatore quando questo venga operato dal tastierino numerico.

Impostate il modello del monitor e della scheda grafica. Se vengono riconosciuti automaticamente dal sistema, non sarà necessaria alcuna modifica.

Se il vostro monitor non viene riconosciuto automaticamente, il programma vi porta in un dialogo di selezione del modello. Questo dialogo vi offre una lista completa di case e modelli. Se non trovate il vostro, copiate manualmente i valori dalla documentazione del vostro monitor o selezionate i parametri preimpostati, i cosiddetti “modi Vesa”.

Alla fine delle vostre impostazioni di monitor e scheda grafica, cliccando su Chiudi nella finestra principale, vi sarà offerta la possibilità di testare la vostra configurazione. In questo modo potrete verificare che la configurazione sia stata accettata dai dispositivi. Se, durante il test, l'immagine del monitor dovesse essere disturbata, interrompete il test con il tasto Esc e riducete i valori della frequenza di ripetizione, della definizione o della profondità cromatica. Tutte le vostre modifiche, indipendentemente dal test, diventano comunque valide dopo aver riavviato il sistema grafico, vale a dire l'X server. Se state usando KDE, basta uscire e rifare il login.

2.4.4.2. Display

Cliccate su Modifica configurazione+Proprietà ed apparirà una finestra con le tre guide Monitor, Frequenze ed Esteso:

Monitor

Nella parte sulla sinistra della finestra, scegliete il produttore e, a destra, il modello. Se siete in possesso di dischetti con driver Linux per il monitor, potete installarli dopo aver cliccato su Dischetto driver.

Figure 2.8. : selezionare il monitor

: selezionare il monitor
Frequenze

Qui potete configurare le frequenze orizzontali e verticali del vostro schermo. La frequenza verticale non è altro che la frequenza di ripetizione dell'immagine. Normalmente, il programma sonderà i valori massimi e minimi del modello e ve li mostrerà in questo dialogo. Di regola, non sarà necessario apportare delle modifiche.

Esteso

Impostate qui ancora un paio di opzioni per il vostro schermo. Nell'area di selezione in alto, potete impostare il metodo di calcolo della definizione e della geometria del monitor. Modificate i valori preimpostati solo se questi sono sbagliati e, nel test, non riuscite ad ottenere un'immagine stabile. Potete anche impostare le dimensioni della videata ed il modo di risparmio energetico DPMS.

[Warning]Configurazione delle frequenze del monitor

Siate molto cauti quando configurate le frequenze consentite manualmente, anche se vi sono dei meccanismi di protezione per evitare dei danni. Dei valori errati possono danneggiare seriamente il vostro monitor. Attenetevi ai valori indicati nel manuale del vostro monitor.

2.4.4.3. Scheda grafica

Nel dialogo della scheda grafica avete due guide: Generale ed Esteso:

Generale: come per il monitor, inserite qui la la casa prodruttrice (a sinistra) ed il modello (a destra) della vostra scheda grafica.

Figure 2.9. : scegliere la scheda grafica

: scegliere la scheda grafica

Esteso: a destra, determinate se il vostro schermo debba essere ruotato verso sinistra o perpendicolarmente (come nel caso di alcuni schermi TFT). I valori di BusID possono restare così come sono, dal momento che servono solo in sistemi multischermo. Non modificate neanche le opzioni delle schede, specialmente se non ve ne intendete e non sapete cosa significhino. In caso di necessità, vi preghiamo di leggere attentamente la documentazione della vostra scheda.

2.4.4.4. Colori/Risoluzione/i

Anche qui, troverete tre guide: Colori, Risoluzione e Esteso.

Colori

In base al vostro hardware, potete selezionare in tema di profondità di colore tra i valori 16, 256, 32768, 65536 e 16,7 milioni di colori per 4, 8, 15, 16 o 24 bit. Per una buona immagine, vi consigliamo di non scegliere meno di 256 colori.

Risoluzione

Questo viene rilevato durante il processo di rilevamento dell'hardware e vi verranno proposte delle combinazioni di risoluzione e profondità cromatica che possano essere visualizzate dal vostro hardware correttamente. Pertanto, con , non si corre quasi alcun pericolo di danneggiare l'hardware con impostazioni sbagliate. Se, tuttavia, avete intenzione di cambiare la risoluzione manualmente, vi preghiamo di leggere attentamente la documentazione del vostro hardware e di assicurarvi che i nuovi valori possano essere visualizzati dall'hardware.

Figure 2.10. : impostare la risoluzione

: impostare la risoluzione
Esteso

Qui potete qui aggiungere dei valori personali di risoluzione, i quali verranno poi aggiunti alla selezione generale.

2.4.4.5. Risoluzione virtuale

Ogni superficie ha i propri valori di risoluzione per tutto lo schermo. Accanto a questi valori, se ne possono impostare altri che vanno al di là dello schermo visibile. Ogni volta che valicate i limiti dello schermo con il mouse, l'area virtuale invade quella visibile. Il numero di pixel non cambia, ma aumenta la superficie utile del monitor: questo fenomeno è chiamato "risoluzione virtuale".

Figure 2.11. : impostare la risoluzione virtuale

: impostare la risoluzione virtuale

Potete impostare la risoluzione virtuale in due modi:

Tramite Drag&Drop – Quando il cursore del mouse si trova sull'immagine del monitor, il cursore diventa una crocetta. Tenete premuto il tasto sinistro del mouse e spostate contemporaneamente il mouse, modificate il valore dei reticoli del monitor. Questo valore indica l'area di risoluzione virtuale in corrispondenza a quella reale. Questo tipo di configurazione si consiglia soprattutto se desiderate impostare solo una determinata area come area virtuale, ma non siete ancora sicuri riguardo all'estensione.

Con il menù a popup – Con il menù a popup che si trova al centro della griglia, potete vedere la risoluzione virtuale attualmente impostata. Se sapete già che intendete usare una risoluzione standard come risoluzione virtuale, selezionatela da quelle proposte dal menù.

2.4.4.6. Accelerazione 3D

Se, durante la prima installazione o durante l'installazione di una nuova scheda grafica, vi siete dimenticati di abilitare l'accelerazione 3D, fatelo ora.

2.4.4.7. Posizione e dimensione dell'immagine

Potete calibrare la posizione e le dimensioni della videata con i tasti-freccia (cfr. fig. Figure 2.12, “Modifica della geometria dello schermo”). Se avete un ambiente "multihead" (più di uno schermo), potete passare da un monitor all'altro con il pulsante Schermo successivo, per impostare dimensioni e posizione di tutti gli schermi. Salvate la configurazione con Salva.

Figure 2.12. Modifica della geometria dello schermo

Modifica della geometria dello schermo

2.4.4.8. Multihead

Se il vostro sistema presenta più di una scheda grafica o una scheda con più uscite, potete allacciare più schermi al vostro sistema. Con due schermi, avrete un sistema dualhead, mentre, con più di due, abbiamo un sistema multihead. riconosce automaticamente la presenza di più schede e vi adatta la configurazione. Nel dialogo multihead di , potete fissare il modo multihead e la disposizione degli schermi. Potete scegliere tra tre modi: Tradizionale (default), Xinerama e Cloned:

Multihead tradizionale

Ogni monitor rappresenta un'unità a sé stante. Solo il mouse può passare da uno schermo all'altro.

Cloned Multihead

Questo modo si usa soprattutto in presentazioni o per grandi muri di schermi. Ogni monitor ha lo stesso contenuto ed il mouse è visibile solo allo schermo principale.

Xinerama Multihead

Tutti gli schermi vengono "fusi" in uno, il che vuol dire che le finestre dei programmi possono essere posizionati su uno schermo qualsiasi o ingrandite fino a coprire tutti i monitor.

Il “layout” di un ambiente multihead è la disposizione degli schermi ed i rapporti tra uno schermo e l'altro. SaX2 assegna un layout standard nella sequenza delle schede grafiche riconosciute. Con questo formato, tutti gli schermi risultano allineati da sinistra a destra. Nel dialogo Layout dello strumento di configurazione del multihead, impostate l'ordine dei monitor sulla vostra scrivania, spostando con il mouse i simboli degli schermi lungo la griglia.

Chiudete il dialogo di Layout e testate la configurazione degli schermi cliccando sul pulsante Test.

Vi preghiamo di tenere presente che Linux, al momento, non supporta il 3D in ambiente Xinerama Multihead. In questo caso, pertanto, disattiva automaticamente il supporto 3D.

2.4.4.9. Dispositivi di immissione

Mouse

Se la rilevazione automatica non ha funzionato, configurate il mouse manualmente, aiutandovi con la descrizione contenuta nella documentazione del mouse. Selezionate il tipo di mouse dalla lista di modelli supportati e confermate con un clic del tasto 5 del tastierino numerico.

Tastiera

In questo dialogo, impostate il tipo di tastiera nel campo di selezione in alto. Scegliete anche la lingua della tastiera (ovvero la mappatura dei tasti in uso nel vostro paese). Testate poi il funzionamento della configurazione, digitando dei caratteri speciali, come “à” o “è”.

Lasciate la casella di attivazione delle vocali accentate come preimpostata per la vostra lingua. Salvate la configurazione con Fine.

Schermo tattile

Linux supporta, al momento, i touchscreen della Microtouch e della Elo TouchSystems. riconosce automaticamente solo il monitor, ma non il toucher, che va visto a sua volta come un dispositivo di immissione. Procedete quindi come segue, per configurare il toucher:

  1. Avviate e passate a Dispositivi di immissione+Schermo tattile.

  2. Cliccate su Aggiungi ed aggiungete un touchscreen.

  3. Salvate la configurazione con un clic su Fine. Non è necessario testare la configurazione.

I touchscreen sono molto versatili e, nella maggior parte dei casi, devono essere prima calibrati. Linux, purtroppo, ancora non vi può offrire alcuno strumento per calibrare dei touchscreen. La configurazione standard include buoni parametri di default per i rapporti dimensionali dei touchscreen, di modo che non sono normalmente necessarie altre impostazioni a questo riguardo.

Tavola grafica

attualmente supporta ancora poche tavole grafiche. vi offre la configurazione tramite USB o interfaccia seriale. Dal punto di vista della configurazione, una tavola grafica equivale ad un mouse, ovvero, più in generale, ad un dispositivo di immissione. Vi consigliamo di procedere come segue:

  1. Avviate e passate a Dispositivi di immissione+Tavola grafica.

  2. Cliccate su Aggiungi, selezionate nel dialogo la marca del dispositivo e aggiungete una tavola grafica dalla lista che vi viene mostrata.

  3. Eventualmente, selezionate, nelle caselle a destra, l'allaccio di un'altra matita o gomma da cancellare.

  4. Se avete una tavola grafica seriale, verificate che l'allaccio sia quello giusto come per tutti i dispositivi connessi: /dev/ttyS0 è la prima interfaccia seriale, /dev/ttyS1 la seconda e via di seguito.

  5. Salvate la configurazione, cliccando su Fine.

2.4.4.10. AccessX

Se lavorate al vostro sistema senza ricorrere al mouse ed attivate AccessX dopo aver avviato potrete guidare come segue il puntatore del mouse sul vostro schermo con il tastierino numerico (si veda la tabella Table 2.1, “AccessX: come muovere il mouse con il tastierino numerico”).

Table 2.1. AccessX: come muovere il mouse con il tastierino numerico

Tasto

Descrizione

÷·

Attiva il tasto sinistro del mouse

x

Attiva il tasto di mezzo del mouse

Attiva il tasto destro del mouse

5

Questo tasto esegue un clic del tasto di mouse abilitato in precedenza. Se non avete abilitato alcun tasto di mouse, viene utilizzato il tasto sinistro. Lo stato di abilitazione del tasto in questione dopo il clic viene riportato allo stato preimpostato.

+

Questo tasto ha lo stesso effetto del 5, con la differenza che aziona un doppio clic.

0

Questo tasto ha la stessa funzione del 5, con la differenza che corrisponde al tenere premuto il tasto del mouse.

Canc

Questo tasto “rilascia” il tasto del mouse (che era tenuto premuto dal tasto 0).

7

Muove il mouse verso l'alto, a sinistra.

8

Muove il mouse verso l'alto, in linea retta.

9

Muove il mouse verso l'alto, a destra.

4

Muove il mouse verso sinistra

6

Muove il mouse verso destra

1

Muove il mouse verso il basso, a sinistra

2

Muove il mouse verso il basso, in linea retta

3

Muove il mouse verso il basso, a destra

La velocità di reazione del puntatore al tasto va impostata con la levetta apposita.

2.4.4.11. Ulteriori informazioni

Per ulteriori informazioni sul sistema X-Window, la sua storia e le sue proprietà, consultate il capitolo  Chapter 11, Il sistema X Window.

2.4.5. Informazioni sull'hardware

Per la configurazione dei componenti dell'hardware, esegue sempre una procedura di riconoscimento. I dati che rileva vengono poi elencati in questo dialogo, il che torna particolarmente utile ogni volta che vi rivolgete al servizio di supporto.

Figure 2.13. Visualizza informazioni hardware

Visualizza informazioni hardware

2.4.6. Modo IDE DMA

Questo modulo vi permette di attivare o disattivare il cosiddetto modo DMA per i dischi rigidi ed i lettori CD/DVD di tipo IDE, dopo l'installazione del sistema. Questo modulo non funziona con l'hardware SCSI. I modi DMA possono aumentare sensibilmente le prestazioni, ovvero la velocità di trasmissione dei dati del vostro sistema.

Durante l'installazione del sistema, il kernel di attiva automaticamente il DMA in fase di installazione del sistema per il disco rigido e lo disattiva per il lettore CD, dal momento che, in passato, questi ultimi hanno dato dei problemi. Il modo DMA può, naturalmente, essere attivato manualmente, in un secondo momento, nell'apposito modulo. E se notate dei problemi con il disco rigido, provate a disattivarlo. Però, se sia il disco rigido, che i lettori supportano questo modo senza difficoltà, approfittatene per aumentare il tasso di trasmissione dati del vostro hardware.

[Important]Important

DMA (=Direct Memory Access) significa “accesso diretto alla memoria”, sarebbe a dire che i lettori possono trasmettere i propri dati direttamente alla RAM, senza passare per il processore.

2.4.7. Il joystick

Questo modulo serve a configurare i vostri joystick, selezionando marca e modello dalla lista del modulo stesso. Con Test, verificate che il joystick funzioni. Il dialogo del test mostra tre diagrammi a barre per le assi analoghe del joystick e dei simboli per i quattro bottoni standard. Quando muovete il joystick o premete i bottoni, la reazione dovrebbe venir visualizzata sul diagramma. Dal momento che i joystick vengono spesso allacciati alla scheda audio, troverete questo modulo anche nella configurazione di quest'ultima (vd. sotto).

2.4.8. Selezionare il modello del mouse

Questo è il modulo di per la configurazione del mouse. Per maggior dettagli, vi rimandiamo al paragrafo sull'installazione personalizzata Section 1.5.3, “Mouse”.

2.4.9. Scanner

Allacciate e accendete lo scanner: dovrebbe riconoscerlo automaticamente. In questo caso, appare il dialogo di installazione dello scanner. In caso contrario, procedete con la configurazione manuale. Se ne avete giàinstallati altri, vi apparirà una tabella con gli scanner già configurati. Potete modificarne i parametri o eliminarli. Per aggiungerne uno nuovo, cliccate su Aggiungi.

Ora, viene eseguita un'installazione con parametri standard. YaST vi comunica quando l'installazione è conclusa. Per testare lo scanner, inseritevi un qualche tipo di immagine e cliccate su Test.

2.4.9.1. Lo scanner non è stato riconosciuto

Solo gli scanner supportati vengono automaticamente riconosciuti. Quelli che sono allacciati ad un altro computer della rete, non vengono rilevati. Per la configurazione manuale, avete bisogno di sapere se si tratta di uno scanner USB, SCSI o di rete.

Scanner USB

Inserite marca o modello. cerca di caricare un modulo USB adeguato. Se si tratta di uno scanner nuovissimo, può darsi che i moduli non vengono caricati automaticamente. In questo caso, ritornate in una finestra dove potrete caricare il modulo USB "a mano"; consultate i testi illustrativi di .

Scanner SCSI

Indicate il tipo di dispositivo (ad es.: /dev/sg0). Attenzione: uno scanner SCSI non può essere allacciato a sistema caldo. Spegnete prima il sistema.

Scanner di rete

Qui sono richiesti il nome host o l'indirizzo IP. Consultate l'articolo della banca dati di supporto sulla configurazione di uno scanner di rete: Scanner unter Linux (http://sdb.suse.de/ disponibile anche in inglese (o cercate alla voce scanner).

Se lo scanner non è stato riconosciuto, probabilmente non viene supportato. A volte, però, anche gli scanner compatibili non vengono riconosciuti. In questo caso, selezionate manualmente lo scanner dalla lista di marche e modelli. Se la lista non contiene il vostro modello, cliccate su Interrompi. Tutti gli scanner compatibili con Linux sono elencati all'indirizzo http://cdb.suse.de, http://sdb.suse.de o http://www.mostang.com/sane .

[Warning]Selezione manuale di uno scanner

La configurazione manuale di uno scanner va fatta con cognizione di causa, perché una selezione errata potrebbe danneggiare il vostro hardware.

2.4.9.2. Problemi con il rilevamento dello scanner

Se il vostro scanner non è stato rilevato, può darsi che:

  • lo scanner non venga supportato. Tutti gli scanner compatibili con Linux sono elencati al sito http://www.suse.de/sdb.

  • L'SCSI-Controller non è stato installato correttamente.

  • Ci sono problemi di terminazione con l'interfaccia SCSI.

  • Il vostro cavo SCSI è troppo lungo.

  • Lo scanner ha un "SCSI-Light-Controller" che non è compatibile con Linux.

  • Lo scanner è difettoso.

[Warning]Warning

Uno scanner SCSI non va allacciato a sistema caldo. Spegnete prima il sistema.

Per maggiori dettagli, consultate il capitolo su kooka nel .

2.4.10. Sound

Quando aprite il modulo di configurazione dell'audio, prova a riconoscere automaticamente la scheda audio. Potete configurarne anche più di una: in questo caso, selezionatele e configuratele una per una. Il pulsante Configura vi porta al menu Setup. Il pulsante Modifica, invece, vi consente di cambiare i parametri delle schede già configurate, cliccando su Configurazione audio. Fine salva le vostre impostazioni e chiude la configurazione dell'audio. Se non riconosce la vostra scheda, andate al menù Configurazione suono, cliccate su Aggiungi scheda sonora e quindi su Selezione manuale della scheda sonora. In questo dialogo, potete selezionare manualmente sia la scheda che il relativo modulo.

2.4.10.1. Il setup

Il Setup automatico veloce configura la scheda senza porre delle domande o dover fare delle selezioni e senza venga eseguito alcun test. Il Setup normale, invece, vi porta al menu Volume della scheda audio, dove potrete regolare il volume in uscita e testare la scheda.

Il Setup esteso vi offre diverse opzioni e vi porta al menu Opzioni estese per la scheda audio. Qui potete modificare manualmente le opzioni dei moduli audio.

Qui potete configurare inoltre il joystick, cliccando sulla corrispondente casella. Appare un dialogo con diversi tipi di joystick. Sceglietene uno e cliccate su Avanti. Avete il medesimo dialogo anche nel centro di controllo di , alla voce Joystick.

2.4.10.2. Volume della scheda audio

Questa maschera serve a configurare l'audio del sistema. I pulsanti + e - sono per il volume. Per non rovinare né l'altoparlante né il vostro udito il valore migliore è circa 10%. Cliccate su Test e dovreste sentire un suono prova. In caso contrario, regolate il volume. Per concludere la configurazione e salvare i parametri, cliccate su Prossimo.

2.4.10.3. La configurazione dell'audio

L'opzione Elimina vi permette di disinstallare una scheda. Le schede già configurate vengono disattivate nel file /etc/modprobe.d/sound . Opzioni vi porta al menu Opzioni estese per schede audio, che serve a modificare manualmente i parametri dei moduli audio. Nel menu Miscelatore si trovano i parametri di livello di entrata ed uscita delle varie schede. Per salvare i nuovi valori, cliccate su Prossimo e, per tornare a quelli preimpostati, cliccate su Indietro. L'opzione Aggiungi scheda audio... vi permette di integrare altre schede. Se ne trova automaticamente un'altra, giungete al menu Configurare una scheda audio; altrimenti giungete alla Selezione manuale della scheda audio.

Con una Creative Soundblaster Live o una AWE potete usufruire dell'opzione Installa soundfont e copiare automaticamente i soundfont SF2 dal CD-Rom originale del driver Soundblaster sul disco rigido. I soundfont vengono salvati nella directory /usr/share/sfbank/creative/.

Per la riproduzione di file MIDI dovreste abilitare la check box Avvia sequenziatore. In questo modo, con i moduli audio vengono anche caricati i moduli necessari per il supporto del sequenziatore.

Cliccate su Fine e vengono salvati volume e configurazione di tutte le schede installate. I parametri del miscelatore vengono deposti nel file /etc/asound.conf , mentre i file di configurazione di ALSA vanno alla fine del file /etc/modprobe.conf .

2.4.10.4. Configurare una scheda audio

Se sono state rilevate più di una scheda, selezionatene una dalla Lista delle schede automaticamente rilevate.... Con Avanti, arrivate all'opzione Setup. Se la scheda non è stata rilevata automaticamente, cliccate su Seleziona da lista e su Prossimo, che vi porta al menù Selezione manuale della scheda audio.

2.4.10.5. Selezione manuale della scheda audio

Se la scheda non è stata rilevata, viene visualizzata una lista di driver e di modelli di schede audio da poter selezionare. Con Tutti, otterrete una lista completa di tutte le schede compatibili.

Consultate anche la documentazione della vostra scheda. Troverete una lista delle schede supportate da ALSA con rispettivi moduli su /usr/share/doc/packages/alsa/cards.txt e http://www.alsa-project.org/~goemon/. A selezione completata, cliccate su Avanti e passate al menu Setup.

2.4.11. Selezionare la mappatura della tastiera

La mappatura della tastiera corrisponde di solito alla lingua impostata, ma può essere impostata anche in modo indipendente dalla lingua. Nel campo di test potete eseguire delle prove digitando le vocali accentate o il cosiddetto simbolo "pipe" |. Controllate anche le lettere z e y' visto che su una tastiera americana sono mappati esattamente all'incontrario.

2.4.12. Le schede TV e radio

Una volta avviato il modulo di , appare il dialogo Configura schede TV e radio. Se la scheda viene riconosciuta automaticamente, verrà riportata nella lista. Cliccate sulla scheda e poi su Configura.

Se la scheda non è stata riconosciuta, selezionate una delle Altre (non riconosciute). A Configura segue la selezione manuale di uno dei tanti modelli e driver dell'elenco.

Se avete già delle schede TV o radio configurate, potete modificarne i parametri con Modifica. Si aprirà il dialogo Elenco di schede TV e radio, con tutte le schede del sistema. Selezionatene una e cambiatene la configurazione con Modifica.

cerca di identificare la scheda automaticamente e di attribuirle un sintonizzatore. Se non ne conoscete altri, lasciate i parametri su Standard (riconosciute) e testate la scheda. Se non riuscite a sintonizzare tutti i canali, forse il rilevamento automatico del sintonizzatore non ha funzionato. In questo caso, cliccate sul pulsante Seleziona sintonizzatore e selezionatene uno manualmente dalla lista.

Chi conosce questo tipo di schede a fondo va nel dialogo per esperti e configura la scheda radio o TV. Potrete selezionare anche il modulo del kernel ed i suoi parametri, nonché verificare i parametri del driver della scheda TV. Potrete selezionare un parametro e assegnargli un nuovo valore nell'apposito rigo. Con Applica, i nuovi valori vengono salvati, mentre RipristinaChi conosce questo tipo di schede a fondo ripristina quelli preimpostati.

Nel dialogo Scheda TV e radio, audio, potete connettere la scheda TV o radio con la scheda audio. In questo caso, bisognerà configurare entrambe le schede e collegare l'uscita della scheda TV o radio con l'ingresso audio esterno della scheda sonora tramite un cavo speciale. La scheda audio deve essere già installata e l'ingresso esterno attivato. In caso contrario, cliccate su Configura scheda audio e provvedete (cfr. la sezione Section 2.4.10, “Sound”.

Se la scheda TV o radio vi offre anche delle prese per gli altoparlanti, approfittatene: vi risparmiate la configurazione della scheda audio. In commercio troverete anche delle schede TV senza funzionalità audio (ad esempio, quelle per le telecamere CCD) che non necessitano questo tipo di configurazione.