Una volta connessa la stampante al computer ed installato il software, si passa alla configurazione della stampante. Si consiglia di utilizzare a riguardo esclusivamente gli strumenti forniti a corredo di . Visto che in la sicurezza ha priorità assoluta, strumenti di terzi non si riescono a maneggiare le limitazioni imposte per motivi di sicurezza e così alla fine più che un rimedio si rivelano essere piuttosto la causa dei problemi.
Se al login viene rilevata una stampante non ancora configurata si avvia un modulo per procedere alla sua configurazione; cfr. la sezione Section 2.4.2.4, “La configurazione tramite ” . Per il processo di configurazione manuale eseguito tramite dei tool da linea di comando serve la cosiddetta URI del dispositivo(“Uniform Resource Identifier”) che è composta da back-end (ad es. “usb”) e indicazione del parametro (ad es. “/dev/usb/lp1”) assume quindi ad esempio il seguente aspetto: parallel:/dev/lp0 (stampante connessa alla 1.porta parallela) usb:/dev/usb/lp1 (1. stampante rilevata alla porta USB).
Una stampante di rete supporta diversi protocolli e alcuni addirittura contemporaneamente. La maggioranza dei protocolli supportati sono standardizzati, comunque può darsi il caso che il produttore estende lo standard o lo modifica perché sottoposto a dei test su sistemi che non hanno implementato lo standard in modo corretto oppure perché desiderano implementare determinate funzionalità non previsto dallo standard. Driver del genere sono spesso disponibili solo per pochi sistemi operativi tra cui purtroppo solo in casi rari ritroviamo anche Linux. Attualmente non si può partire dal presupposto che ogni protocolli armonizzi bene con Linux e quindi si dovrebbe sperimentare un pò per giungere ad una configurazione funzionante a tutti gli effetti.
CUPS supporta i protocolli socket, LPD, IPP e smb. Riportiamo di seguito alcune informazioni dettagliate riguardanti questi protocolli:
“socket” indica una connessione nella quale i dati vengono inviati tramite un cosiddetto Internet socket senza che vi sia stato in precedenza un'operazione di handshake dei dati. I numeri di porta per connessioni socket tipici sono 9100 oppure 35. Segue un esempio per l'URI di un dispositivo: socket://host-printer:9100/
Il protocollo LPD è un protocollo collaudato nel tempo. LPD sta per "Line Printer Daemon" e viene descritto nell'RFC 1179. Questo protocollo si distingue per il fatto che prima dei dati effettivi da stampare ne vengono inviati dei dati specifici relativi all'incarico, ad esempio la coda di stampa. Quindi è necessario che durante il processo di configurazione del protocollo LPD per la trasmissione dei dati venga indicata anche una coda di stampa. Le implementazioni delle varie case produttrici sono così flessibili che accettano ogni nome per la coda di stampa Il nome da utilizzare effettivamente si trova all'occorrenza nel manuale della stampante. Spesso si ha LPT, LPT1, LP1 o nomi simili. Chiaramente in tal modo con CUPS è possibile configurare una coda LPD anche di un altro sistema Linux o Unix-like. Il numero di porta per il servizio LPD è 515. Ecco un esempio per una URI del dispositivo: lpd://host-printer/LPT1
L'Internet Printing Protocol, abbreviato con IPP, è un protocollo relativamente recente (dell'anno 1999) e si basa sul protocollo HTTP. IPP invia un numero considerevolmente maggiore di dati relativi ad un incarico rispetto agli altri protocolli. CUPS utilizza per la elaborazione interna della trasmissione dei dati IPP. Se intendete impostare una coda di inoltro (ingl. forwarding queue) tra due server CUPS, date in tal caso la preferenza ad IPP. Anche in questo caso è richiesto il nome della coda di stampa per una corretta configurazione di IPP. Il numero di porta per IPP è 631. Esempio per un URI del dispositivo: ipp://host-printer/ps o: ipp://host-cupsserver/printers/ps
Infine CUPS premette di stampare da una share Windows. Il protocollo del caso si chiama SMB e il numero di porta sono 137, 138 e 139. Esempio per un URI del dispositivo smb://user:password@workgroup/server/printer o: smb://user:password@host/printer o: smb://server/printer
Prima di iniziare con la configurazione va stabilito il protocollo supportato dalla stampante. Se il produttore non dà delle indicazioni a riguardo, grazie al comando nmap (pacchetto nmap) è possibile indovinarlo. nmap rivela le porte attivate di un host; per esempio:
nmap -p 35,137-139,515,631,9100-10000
Le stampanti di rete vanno configurate con ; ne facilita la configurazione e riesce a maneggiare in modo ineccepibile le restrizioni dovute ad aspetti di sicurezza in CUPS; cfr. anche la sezione Section 12.5.2, “Web frontend (CUPS) e amministrazione KDE”.
Come linea guida per la configurazione di “CUPS nella rete” prendete spunto dall' articolo di base reperibile sotto: http://portal.suse.com eseguendo una ricerca con la parola chiave cups.
Per quel che riguarda “CUPS nella rete” si distinguono le seguenti tre tematiche:
Configurazione sul server le code di stampa per le stampanti gestite dal server.
Consentire l'accesso sulle code di stampa per i client.
Abilitare l'invio di informazioni browsing ai client.
Per quel che concerne il punto 1 vanno distinti i seguenti casi:
tramite socket TCP: con filtraggio locale (di default) o senza filtraggio locale
tramite il protocollo LPD: con filtraggio locale (di default) o senza filtraggio locale
tramite il protocollo IPP:con filtraggio locale (di default) o senza filtraggio locale
Per maggiori dettagli riguardanti i protocolli si rimanda alla sezione Section 12.4.2, “Stampante di rete”.
senza filtraggio locale (di default) oppure con filtraggio locale
senza filtraggio locale (di default) oppure con filtraggio locale
con filtraggio locale (di default) oppure senza filtraggio locale
con filtraggio locale (di default) oppure senza filtraggio locale
con filtraggio locale oppure senza filtraggio locale
Per quel che riguarda il punto 2 in linea di massima le impostazioni predefinite sono sufficenti; in caso di dubbio cfr. l'articolo del portale di cui sopra.
Per quel che concerne il punto 3 tramite seguite la procedura riportata:
+++
quindi: + Qui è da inserire l'indirizzo IP di broadcast della rete oppure @LOCAL.
Il processo di configurazione si conclude con (tutti i bottoni si trovano in basso a destra): +++
Alternativamente sussiste inoltre la possibilità di configurare CUPS tramite tool da linea di comando. Creati i presupposti (il file PPD è noto come anche l'URI del dispositivo), basta eseguire le seguenti operazioni:
lpadmin -p <nome_della_coda> -v <URI_del_dispositivo> \ -P <file PPD> -E
Quello che conta è che -E non sia la prima opzione, dato che con tutti i comandi CUPS -E quale primo argomento indica che si desidera ricorrere ad una connessione cifrata (ingl. encrypted) e non di abilitare la stampante come è invece l'intento dell'esempio riportato sopra (ingl. enable). Un esempio concreto:
lpadmin -p ps -v parallel:/dev/lp0 \ -P /usr/share/cups/model/Postscript.ppd.gz -E
Esempio analogo per una stampante di rete:
lpadmin -p ps -v socket://192.168.1.0:9100/ \ -P /usr/share/cups/model/Postscript-level1.ppd.gz -E
consente già in fase di installazione di abilitare delle opzioni di default. Le opzioni possono essere modificate con ogni incarico di stampa (in base al tool o di stampa utilizzato); vi è comunque anche la possibilità di stabilire le opzioni di default anche in un secondo momento (ad es tramite ).
Ecco come si riesce realizzare ciò tramite dei tool da linea di comando:
Innanzitutto si elencano le opzioni:
lpoptions -p <coda_di_stampa> -l
Esempio:
Resolution/Output Resolution: 150dpi *300dpi 600dpi
Una opzione abilitata di default si riconosce dall'asterisco che la precede: *
Intervenire su una nuova opzione tramite lpadmin:
lpadmin -p <coda_di_stampa> -o Resolution=600dpi
Controllare che tutto sia andato per il verso giusto:
lpoptions -p <coda_di_stampa> -l
Resolution/Output Resolution: 150dpi 300dpi *600dpi 1200dpi